Soluzioni Legaltech nei dipartimenti legali aziendali: il punto di vista di Paola Brusati

Oggi intervistiamo Paola Brusati, Chief Legal Officer presso Europ Assistance Italia, che condivide con noi la sua visione sulle soluzioni legaltech nei dipartimenti legali aziendali.

Che ruolo ricopre e qual è la sua formazione professionale?

Lavoro nel settore affari legali per le imprese da oltre 20 anni. Ho maturato una consolidata esperienza in ambito legal in grandi realtà aziendali del settore bancario-assicurativo come Unicredit, Axa, Generali.

In Europ Assistance, dove lavoro dal 2006, svolgo il ruolo di Chief Legal Officer fornendo supporto legale alle diverse aree aziendali e al management nelle decisioni di business, nonché presidiando lo svolgimento degli adempimenti societari e il processo di gestione dei reclami.

Qual è la sua esperienza nell’utilizzo di soluzioni legaltech all’interno dell’ufficio legale che dirige?

Le esperienze di lavoro affrontate nel corso del tempo mi hanno permesso di crescere in termini professionali e personali in diversi ambiti di applicazione della legge, consulenza, contrattualistica, contenzioso, compliance, sempre però con una propensione al cambiamento, anche alla luce della progressiva pervasività delle tecnologie digitali nel business dell’Azienda, a cui anche il servizio legale interno ha dovuto adeguarsi per stare al passo in termini di supporto.

Quindi da una parte devo sapermi muovere tra le branche giuridiche che studiano e affrontano tutte le tematiche legali connesse allo sviluppo e alla diffusione della tecnologia nei mercati in cui operiamo, tradizionali o nuovi, dall’altra ho necessità di potermi avvalere di modalità e strumenti che garantiscano un aggiornamento continuo e un buon presidio della complessità delle informazioni da gestire. Tutto questo senza perdere d’occhio alcuni requisiti importantissimi: efficacia, rapidità di esecuzione, competenze, anche quelle tecniche necessarie per riuscire a padroneggiare strumenti e tecnologie innovative a supporto del business, e, non ultimo, il contenimento dei costi.

Quali sono le attività legali che ritiene più confacenti con il poter essere eseguite per il tramite di tool di legal tech?

L’adozione di nuove tecnologie permette una maggiore efficienza nello svolgimento di diverse funzioni legali, dalla compliance alla gestione di operazioni straordinarie, dalla contrattualistica al contenzioso. Penso ad esempio all’ambito GDPR e alla necessità di dover mettere in sicurezza l’attività di gestione dei dati: mappatura, trasmissione, cancellazione, la gestione delle informative e delle nomine a responsabile, la gestione dei trattamenti e degli strumenti con i quali i trattamenti sono posti in essere.

Uno strumento gestionale idoneo permette certamente meno errori e tempi di aggiornamento inferiori rispetto a regole predefinite, in ottica di conformità.

Anche nell’ambito della gestione del contenzioso la tecnologia può favorire progressi significativi, ad esempio nello snellimento del numero e della lunghezza dei processi. Penso alle piattaforme di risoluzione delle controversie online già in uso e al fatto che domani potrebbe non essere più necessario doversi recare fisicamente in Tribunale.

L’intelligenza artificiale può essere risolutiva nella creazione di modelli di documenti legali e nella gestione e revisione dei contratti.

Soluzioni Legaltech possono garantire la tracciabilità delle versioni di ogni documento, agevolando i professionisti che lavorano – anche contemporaneamente – sullo stesso documento.

L’utilizzo del machine learning per analizzare, identificare e rivedere documenti legali non è una novità per molti giuristi, e nel corso del tempo sempre più aziende e studi legali si doteranno di tool per automatizzare processi ripetitivi e semplificare la lunghezza e la complessità della produzione di documenti giuridici.

In che misura la tecnologia è diffusa all’interno delle altre funzioni aziendali della sua azienda?

Europ Assistance, società del Gruppo Generali leader nell’assistenza privata, da oltre 50 anni assiste i clienti in tutte le circostanze, dal quotidiano all’emergenza, offrendo protezione e assistenza per i viaggi, l’auto, la casa e la salute. Grazie alla presenza in più di 200 Paesi e ad un network di oltre 750.000 centri distribuiti in tutto in mondo, è in grado di intervenire 24h 365gg garantendo sicurezza e tranquillità ai suoi clienti.

La mia Azienda è quindi oggi un punto di riferimento nel mondo dell’Assistenza, e non può non avere un impegno costante in tema di innovazione, digitalizzazione e tecnologia per realizzare soluzioni assicurative più personalizzate e innovative che rispondano al meglio alle richieste del cliente finale.

Il pay offyou live we care” traduce chiaramente la mission del Gruppo che vuole fornire una risposta concreta in tutte le circostanze della vita e diventare il punto di riferimento per tutti i bisogni della famiglia.

Penso ad esempio a MyClinic, la piattaforma digitale per la salute di tutta la famiglia, che direttamente dal proprio cellulare consente in maniera semplice e veloce, di ottenere un quadro dei sintomi o chiedere un parere ai nostri medici anche in videoconsulto. Anche quando sei in viaggio.

Viene da sé che per rinforzare la sua leadership la Società debba mantenere al centro la tecnologia e la capacità di generare innovazione nell’ambito dei servizi e dell’assistenza, sviluppando maggiori sinergie tra linee di business e diversificando la proposta al mercato puntando sul digitale, con soluzioni sempre più innovative e customer oriented, per facilitare la propria relazione con i clienti, il network e i Business Partner.

Crede che l’adozione di soluzioni di legaltech possa avere un impatto positivo sulla relazione tra le varie funzioni aziendali?

Certamente si. L’uso efficace della tecnologia indiscutibilmente può consentire di ridurre le inefficienze legate a tempistiche lunghe e processi farraginosi, per potersi concentrare sulle attività a supporto del business con risultati di qualità e profittevoli per l’Azienda.

La relazione tra lavoro legale interno all’azienda ed esterno all’azienda può subire delle modificazioni a seguito dell’introduzione di soluzioni legaltech, tanto in seno all’azienda quanto negli studi legali esterni?

L’esigenza di innovazione per restare competitivi sul mercato ci dice che è il mercato a guidare l’evoluzione del settore legale spingendo gli operatori, interni ed esterni, a organizzarsi in modo differente per declinare la propria attività attraverso un processo con cui le idee diventano soluzioni che creano valore per i clienti, anche attraverso un maggiore uso di strumenti tecnologici di supporto al lavoro legale.

E la collaborazione tra gli operatori interni ed esterni, nelle sue forme in continua evoluzione, non può che facilitare questo processo.

Quali sono, secondo lei, i limiti delle soluzioni legaltech ad oggi?

Senza dubbio emergono profili di criticità nell’ambito delle ipotesi di responsabilità derivanti dall’utilizzo di sistemi decisionali basati sull’intelligenza artificiale.

La trasformazione digitale rappresenta un’opportunità, ma anche una sfida per il giurista di impresa e più in generale per l’avvocato, e lo spunto per discutere non solo delle potenzialità degli strumenti a disposizione, ma soprattutto dell’impatto che queste nuove soluzioni possono avere sull’organizzazione del lavoro, sulla collaborazione tra legali esterni ed impresa, sulle responsabilità dei professionisti.

Continuo comunque a pensare che per quanto le nuove tecnologie possano fornire un apporto significativo per rendere l’assistenza legale più efficace, qualsiasi nuova esigenza di supporto legale potrà essere soddisfatta in maniera ottimale e sostenibile solo combinando le capacità e le competenze del professionista con le tecnologie digitali emergenti.

Previsioni per il futuro. Secondo lei, la tecnologia è (o sarà) in grado di cambiare il lavoro degli avvocati?

La risposta non può che essere sì. Ma i professionisti dovranno sapersi reinventare, senza dimenticare la centralità del cliente, valorizzando i propri elementi distintivi e la propria etica professionale, combinando le competenze tecnologiche con il know-how giuridico per offrire soluzioni innovative ed efficienti.

C’è un campo del diritto che, a suo parere, non sarà influenzato in modo evidente dal legaltech?

Tutto ciò che non è standardizzato, quindi quella forte componente di “creatività” che caratterizza ogni buon giurista d’impresa nell’individuare nuove strade e soluzioni a supporto del business compatibilmente con le esigenze di tutela dell’azienda.

Considera la formazione giuridica dei giovani in linea con le esigenze lavorative nel settore legale e con le aspettative e le reali esigenze del mercato?

Credo che la formazione dei futuri professionisti del diritto oggi si ancora molto legata a metodi e linguaggi tradizionali. L’aumento della complessità, l’accelerazione nei processi di cambiamento economici, sociali e, conseguentemente, anche normativi richiede che la figura del giurista sia pronta ad adeguarsi alle mutevoli esigenze della professione non senza il supporto delle nuove tecnologie. A tale fine è certamente indispensabile puntare sul potenziamento della formazione in questi termini.

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