DDL CYBERSICUREZZA COME ELEMENTO CHIAVE PER PRESERVARE L’INTEGRITÀ NAZIONALE E LA SICUREZZA DEI DATI.

Il governo italiano ha intensificato gli sforzi per potenziare la sicurezza informatica nazionale attraverso un nuovo disegno di legge, noto come DDL Cybersicurezza, attualmente in fase di valutazione presso le commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia della Camera.
Il DDL Cybersicurezza si propone di contrastare i crescenti e sempre più dannosi attacchi informatici, in particolare quelli perpetrati attraverso il cybercrime as Service, il quale, spesso sfruttando ransomware, danneggia le imprese e le istituzioni statali a livello operativo e finanziario.
Composto da 18 articoli, questo nuovo DDL propone modifiche sostanziali e procedurali riguardanti i reati informatici, inclusi l’aumento delle sanzioni, l’espansione dei criteri relativi al dolo specifico e l’introduzione di circostanze aggravanti. Le sanzioni proposte includono pene fino a 10 anni di reclusione per l’accesso non autorizzato ai sistemi informatici e fino a 2 anni di reclusione per il possesso o la distribuzione di programmi dannosi.
Il nuovo DDL include anche disposizioni riguardanti l’intelligenza artificiale, armonizzandosi con il recententissimo AI Act.

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L’UNIONE EUROPEA A PUGNO DURO CON META: È ORA CHE SI CONFORMI ALLE NORMATIVE EUROPEE IN TEMA DI PRIVACY.

Il 1° novembre 2023, il Comitato europeo per la protezione dei dati ha emesso una decisione vincolante imponendo a Meta, società madre di Facebook e Instagram, di interrompere l’uso dei dati personali degli utenti per fini di marketing senza consenso esplicito. Questa mossa segue precedenti controversie sulla privacy, compreso uno scandalo del 2018 su Facebook, con l’autorità di protezione dei dati irlandese che ha già multato Meta per violazioni del GDPR. La decisione del Comitato europeo mira a far rispettare norme sulla protezione dei dati, vietando a Meta di utilizzare il legittimo interesse come base giuridica per trattare i dati degli utenti europei a fini pubblicitari. In risposta, Meta ha introdotto un servizio di abbonamento a pagamento senza pubblicità per Facebook e Instagram nell’UE, cercando di conformarsi al GDPR e mitigare preoccupazioni sulla profilazione dei dati. Tuttavia, la possibilità di interrompere la profilazione è riservata agli utenti a pagamento, sollevando interrogativi sulla monetizzazione del consenso e suscitando attenzione sulle strategie di Meta.

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