Legal design thinking e legal design: chi è e cosa fa il Legal Designer

Al giorno d’oggi la comunicazione permea le dimensioni essenziali della vita umana. Anche il settore giuridico, da sempre fortemente ancorato ad un approccio tradizionalista e ad un linguaggio eccessivamente intriso di formalismi e tecnicismi, ha compreso l’importanza del saper veicolare i contenuti legali, adattando forma e contenuto degli stessi, a seconda dell’utente finale. Ma vediamo chi è e cosa è chiamato a fare il Legal Designer, quali sono gli sviluppi del Legal Design Thinking, le finalità e le diverse tipologie del Legal Design. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

E’ preliminare capire che il cambio di passo è intervenuto con lo Human-centered Design (HCD): tale termine indica l’approccio progettuale comunemente usato nel design, per mezzo del quale si sviluppano i processi in grado di adattare un prodotto, qualsiasi funzione esso abbia, alle esigenze e gli interessi del suo fruitore, perché tale prodotto sia agevolmente utilizzabile, comprensibile ed il più possibile customizzato. La branca del design antropocentrico che è stata adattata al mondo legale è appunto nota come Legal Design.

Il termine Legal Design, come è noto, designa la recente applicazione di tale nuovo approccio, mutuato dal mondo del design e dal marketing, anche al mondo giuridico per offrire contenuti e servizi legali che siano più accessibili, facilmente intellegibili e soprattutto creati “su misura” per il cliente di riferimento, con il supporto del Tech.

Indice degli argomenti:

  • Chi è e cosa fa il legal designer
  • Sviluppi del legal design thinking e finalità
  • I tipi di design applicabili al legal

Chi è e cosa fa il legal designer

Il Legal Designer è chi applica nel concreto, le regole del marketing ed i processi di progettazione al mondo legal, facendo sì che quanto prodotto dall’avvocato e dallo studio legale all’azienda e alla start-up legale soddisfi i bisogni del bacino di utenza di servizi giuridici , sia facilmente fruibile, comprensibile ed efficace, rendendo, al contempo, positiva l’esperienza e l’approccio non sempre facile con il mondo del diritto per chi non parla il “legalese”. Il Legal Designer è in grado di:

  • progettare documenti, servizi, processi e prodotti legali a partire dalle esigenze personalizzate del cliente;
  • è in grado di spaziare dal linguaggio più semplice a quello più tecnico-giuridico per contratti, pareri, policy, regolamenti, bandi oppure comunicazioni, semplici e-mail, articoli e contenuti sul sito web, e così via;
  • è in grado di accontentare la più ampia platea di fruitori del documento e del servizio legale reso, tra cui si annoverano P.A., privati cittadini, aziende, consumatori, convenuti e attori in un processo.

Il Legal Designer è, dunque, qualsiasi persona attiva nel settore legale che voglia offrire servizi sempre migliori e personalizzati ai propri clienti, che voglia migliorare la propria vita lavorativa e la propria organizzazione, e che, in generale, abbia interesse a che il mercato offra servizi e sistemi sempre più avanzati in ambito legale.

Sviluppi del legal design thinking e finalità

Il Design applicato ad altri campi, come quello del diritto, è stato definito “Design Thinking“, un metodo per usare i processi, le metodologie, gli strumenti del designer professionista ed adattarli alla materia di interesse.  Il Design thinking è una vera e propria mentalità aiuta i professionisti ad attingere alle proprie competenze, strutturandole attraverso ciò che potrebbe essere l'”innovazione”. L’innovazione non è un processo magico. Il Design Thinking è come una cassetta degli attrezzi da fornire ai professionisti, i quali possono essere, dunque, formati a pensare come designer nel loro campo.

In particolare, nel caso del Legal Design, il professionista può essere formato sul “disegnare” un contenuto legale personalizzato, sul modellare le informazioni in esso contenute per adeguarle il più possibile alle esigenze del cliente, veicolandole con chiarezza, efficacia ed efficienza: ciò significa avvicinarsi al fruitore della comunicazione giuridica e consente di diminuire il gap che spesso si osserva tra avvocato e cliente, facilitando la sua fidelizzazione, le scelte da intraprendere e la piena comprensione del servizio che ha acquistato o sta per acquistare.

I tipi di design applicabili al legal

Esistono diverse tipologie di Design che è possibile applicare anche al Legal Design. Vediamo quali.

  1. Il Visual Design, o comunemente noto come Design, nel mondo legal, è incentrato sul modo in cui l’informazione legale (contratto, parere, policy, report) viene resa al fruitore, e su come si possa divulgare e veicolare il messaggio tramite strumenti grafici e visivi.  È il ramo del design che si occupa maggiormente della “visualizzazione” e presentazione del contenuto, non da un punto vista meramente estetico, ma piuttosto in funzione della fruibilità ed efficacia del servizio.
  2. Ulteriore ramo del design è il Product Design, incentrata su come i designer possono sviluppare strumenti e tools in grado di assistere e facilitare il lavoro o la vita del cliente, portare a termine una semplice task o risolvere un suo problema giuridico. Nel mondo delle Legal start-up un esempio di applicazione potrebbe essere la progettazione e la costruzione di una app, un sito web, un macchinario, che risolva una necessità “legale”, colmi una lacuna, o più semplicemente convinca gli utenti ad acquistare e servirsene.
  3. Per Service Design si intende il vero e proprio percorso lungo il quale guidare l’utente, dall’esposizione del problema alla sua risoluzione, e di come l’esperienza dell’utente può essere migliorata lungo questo percorso. Esso mette insieme le altre tipologie di Design per costruire una serie di esperienze “su misura” per il suo target di utenti.
  4. L’Organization Design si concentra sull’aspetto del coworking e della collaborazione, ossia su come gli avvocati possono lavorare insieme e ottenere risultati migliori in team. Ciò può significare di dover ripensare il personale, gli spazi, i compensi, gli incentivi e soprattutto la cultura aziendale. Le maggiori difficoltà sono dettate dal numero di stakeholder coinvolti nell’organizzazione e nel numero di utenti-target che i Legal Designer devono raggiungere.
  5. Il System Design permette di progettare, infine, un’architettura più complessa e coordinare l’offerta della vasta gamma di prodotti, servizi, comunicazioni e interazioni in un sistema più ampio, che funzioni meglio e produca valore. Alcuni esempi di progettazione di sistemi sono la creazione di un nuovo tribunale, di una nuova agenzia o di un progetto di formazione.

Conclusioni

In conclusione, il Legal Designer che intende rendere il sistema legale più user-friendly può contribuire a creare una nuova cultura del design legale, migliorando la comunicazione giuridica dei suoi singoli contenuti e servizi, e può promuovere l’accesso a tali contenuti, guidando e coinvolgendo l’utente, per un’esperienza partecipata in cui il cliente non sia più solo destinatario passivo ma sia in grado di “guidare la matita” del disegnatore.

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