Giustizia Predittiva: lo stato dell’arte in Italia.

Per “giustizia predittiva” si intende la possibilità di prevedere l’esito di un giudizio attraverso l’ausilio di algoritmi. In Italia, come nel resto d’Europa, vengono ormai applicati sistemi di intelligenza artificiale anche nel mondo della giustizia, in particolare al fine di rafforzare il principio della certezza del diritto. I progetti ideati dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dall’Università di Brescia, hanno rappresentato un ambizioso punto di partenza, ed un ulteriore passo in avanti è stato compiuto grazie alla stipula di un “Accordo Quadro” in materia di IA e giustizia predittiva tra la Scuola Superiore di Pavia ed il CED della Corte di Cassazione.  

Introduzione.

“Giustizia predittiva” è una espressione che si riferisce a strumenti di supporto alla funzione legale e giurisdizionale in grado di analizzare, in tempi più brevi di quelli concessi all’uomo, una grande quantità di informazioni, con l’obiettivo di prevedere l’esito o i possibili esiti di un giudizio.

L’intelligenza artificiale si sta facendo sempre più spazio in ambito giudiziario, in termini di calcolabilità e prevedibilità degli esiti di un procedimento giudiziario, così aumentando a dismisura le possibilità di raffronto del caso concreto rispetto ai precedenti. Ciò sia in funzione della prospettiva dell’avvocato, che in quella del magistrato.

Come noto ai tecnici del diritto, per garantire il rispetto dei principi fondamentali contenuti negli artt. 3 e 101 Cost., è necessario attribuire oggettività e stabilità al diritto, auspicandone una prevedibile applicabilità. Il giudice non può, di conseguenza, discostarsi dalla legge interpretandola in modo arbitrario, in quanto non rispetterebbe le norme sull’interpretazione (art.12 delle “Preleggi”) cui è vincolato ex art. 101 della Costituzione. Dall’art. 3 Cost., inoltre, deriva l’obbligo di trattare in modo uguale situazioni giuridiche equivalenti, in quanto è imprescindibile attuare lo stesso trattamento per le medesime fattispecie.

Se quindi il diritto è oggettivo, ripetibile e basato su regole predeterminate e vincolanti, allora se ne può prevedere l’applicazione.

In questo scenario, il ruolo della giustizia predittiva risponde all’esigenza di conciliare l’IA con la certezza del diritto, o meglio, utilizzare la prima per ottenere la seconda. 

I progetti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e della Corte di Appello di Brescia.

La prima piattaforma di giustizia predittiva in Italia è stata realizzata grazie ad un progetto ideato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che sviluppa una metodologia di analisi del materiale giurisprudenziale, coniugando tecniche di “machine learning” e analisi dei “big data”.

Il sito è stato realizzato dal Lider Lab dell’Istituto Dirpolis del Sant’Anna, in collaborazione con il dipartimento EMbusDS (Economics and Management in the era of Data Science). L’infrastruttura informatica e computazionale gestisce flussi continui di dati, e supporta modelli sofisticati di IA, per elaborare e comprendere il linguaggio giuridico. La premessa del progetto è quella di mettere a punto data set giurisdizionali, annotati anche semanticamente, puliti e anonimizzati, e la creazione di un modello di predizione in grado di rappresentare il ragionamento del giudice.

Vengono annotate semanticamente, infatti, delle sentenze di diverse cause, principalmente riguardanti il danno alla persona e l’assegno di separazione o divorzio. Ma che cosa si intende per “annotazione semantica”? Si tratta di identificare delle espressioni standard, come frasi o formule, in grado di “etichettare” una pronuncia, in modo che il sistema sia in grado di distinguere, per esempio, un decreto ingiuntivo per gli alimenti non versati, da uno per l’affitto non pagato.

Il progetto tenta di “esportare” conoscenze, tecniche e soluzioni attraverso un approccio multidisciplinare, di applicare protocolli specifici a software per automatizzare la c.d. “pseudonimizzazione” dei testi, e di realizzare strumenti innovativi per interrogare materiali giuridici.

Come si legge nel sito web dedicato al progetto, l’obiettivo è creare un sistema di predizione coerente con il quadro etico e giuridico, nella consapevolezza che nella ricerca gli stessi svolgano un ruolo centrale. L’annotazione predittiva, inoltre, renderebbe più rapida la catalogazione dei contenziosi e la gestione delle cause.

L’approccio adottato, oltre che interdisciplinare, è modulare, in quanto al progetto principale si ricollegano sotto-progetti scientificamente ed operativamente autonomi.

L’obiettivo del primo sotto-progetto, il database Legal Document Management System (LDMS), è quello di sviluppare strumenti informatici per l’analisi della giurisprudenza e dei testi giuridici al fine di consentire l’accesso immediato a precedenti giurisprudenziali automaticamente annotati e arricchiti a livello semantico, creando archivi giurisprudenziali innovativi in ​​grado di individuare le tipologie di sentenze all’interno della decisione e collocarle nel contesto di riferimento, per favorire l’analisi e la creazione delle corrette argomentazioni giuridiche, ed identificare i fattori determinanti nelle decisioni. Il database ha anche lo scopo di creare interfacce-utente adatte alla consultazione da parte dei vari professionisti coinvolti, oltre che generalizzare idealmente i risultati ottenuti su qualsiasi argomento giuridico.

Il secondo sotto-progetto riguarda i modelli predittivi. L’obiettivo è quello di fornire un valido supporto al giudice nella fase decisionale, attraverso l’uso dell’IA, che è in grado di identificare i fattori determinanti nelle decisioni fornite dai modelli.

L’ultimo sotto-progetto mira ad ottenere modelli di automazione, ed a facilitare l’uso e il riutilizzo dei dati di origine giuridica, sviluppando protocolli e strumenti di pseudonimizzazione.

Il progetto della scuola di Pisa non è rimasto un caso isolato. La Corte d’Appello, il Tribunale e l’Università di Brescia hanno ideato un sistema di giustizia predittiva, attraverso una piattaforma che raccoglie in due categorie, economia e lavoro, poi articolate in titoli e sottotitoli, le sentenze più importanti degli uffici giudiziari di Brescia. Nel sito, una volta selezionata l’area di interesse, si può ripercorrere un “itinerario” guidato e finalizzato ad individuare la vicenda giudiziaria più appropriata, per identità o similitudine, a quella di interesse, giungendo alla soluzione ricercata. Questo iter è reso possibile da formule linguistiche e grafiche essenziali.

La piattaforma vuole fornire agli operatori del diritto anche la durata prevedibile di un procedimento su una determinata materia, comportando un salto di qualità sia a livello giuridico che economico.

Online sono presenti gli abstract delle pronunce, comprendenti non soltanto le massime per i giuristi, ma anche elementi del caso concreto che lo rendono comprensibile e fruibile a chiunque.

Nell’ambito della Giornata europea della Giustizia Civile, l’11 novembre 2021 l’Università di Brescia, il Tribunale Ordinario e la Corte d’Appello, hanno organizzato la presentazione del progetto, che da tale data è diventato effettivamente operativo.

L’IA entra in Cassazione.

Il CED della Corte di Cassazione e la Scuola superiore di Pavia il 29 settembre 2021 hanno stilato un accordo di collaborazione finalizzato a valorizzare il patrimonio conoscitivo rappresentato dal corpus giurisprudenziale e normativo. Tale valorizzazione è realizzata attraverso l’uso di strumenti di legal analytics, data science, intelligenza artificiale, machine learning, natural language processing e statistica.

Il progetto ha come obiettivi la predizione dell’esito dei processi decisionali giudiziari, amministrativi, e politici; l’estrazione di argomenti giuridici dal corpus delle sentenze di decisioni Italgiure; la creazione automatica di massime; strumenti di creazione automatica di documenti, nonché altre possibilità di valorizzazione del patrimonio documentario di Italgiure.  

Per realizzare ciò, il personale CED e IUSS di Pavia realizzeranno forme di scambio di informazioni che saranno regolate da successivi contratti applicativi, finalizzati a identificare la tematica scientifica oggetto del progetto, i termini, e le modalità per lo svolgimento, le strutture e il personale coinvolti nell’iniziativa, e le risorse che servono per la realizzazione.

Conclusioni.

Alla luce di quanto illustrato, è possibile affermare che anche l’Italia si sta adeguando alla scia di innovazione e digitalizzazione, così come, in Europa, accade anche in particolare in Francia ed in Olanda.

Nel 2014, divenuto obbligatorio il processo civile telematico, sembrava che fosse in atto una vera e propria rivoluzione in ambito giuridico-processuale; le prospettive, oggi, sono quelle di un impatto sempre maggiore della tecnologia nel mondo del diritto. Si sta addirittura facendo strada anche l’ipotesi di un “giudice robot”, in grado di prevedere l’esito di un procedimento con una precisione quasi infallibile. Si tratta, tuttavia, di uno scenario piuttosto temuto da molti operatori del settore, che escludono in via di principio la possibilità di affidare interessi e sorti dei cittadini a delle macchine.

Questo articolo è stato scritto da un’articolista di LegalTech Italia, partner di DirittoConsenso.

Bibliografia.

https://giustiziapredittiva.unibs.it/

http://www.giustizia.brescia.it/allegatinews/A_18592.pdf

https://www.unibs.it/it/ateneo/comunicazione/tutti-gli-eventi/presentazione-del-progetto-giustizia-predittiva

https://www.altalex.com/documents/news/2021/05/17/giustizia-predittiva-senza-black-box

https://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/ACCORDO_TRA_CED_E_SCUOLA_UNIVERSITARIA_SUPERIORE_IUSS_PAVIA.pdf

/www.ilsole24ore.com/art/intelligenza-artificiale-pisa-l-algoritmo-che-prevede-sentenze-AERGw6L?refresh_ce=1

https://www.elononline.it/future/innovazione/giustizia-predittiva-intelligenza-artificiale

http://www.predictivejurisprudence.eu/

https://lamagistratura.it/attualita/la-giustizia-predittiva/

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